21 Ottobre 2019
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Come prendersi cura di un coniglio

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Un coniglio nano.
Un coniglio nano.
Il comportamento
Il coniglio è diventato un vero e proprio "pet" e i proprietari sono sempre più attenti ai suoi aspetti comportamentali così da riuscire ad intuire le esigenze di questo adorabile lagomorfo.
Il coniglio domestico presenta delle diversità comportamentali rispetto al suo "cugino" selvatico, in quanto l´addomesticamento ha modificato alcune delle sue naturali predisposizioni. In natura, infatti, esso è soggetto alla predazione e alla salvaguardia della propria specie, questo non esiste in cattività; il coniglio non deve procacciarsi continuamente il cibo, non deve nascondere o proteggere la prole e soprattutto non deve costantemente difendere il proprio territorio dagli invasori. Nonostante questo, gli istinti naturali dell´animale sono rimasti anche nel coniglio domestico; se esso sarà ben educato e socializzato al padrone, gli aspetti "selvatici" del carattere si ridurranno molto.
La prima grande differenza fra il coniglio selvatico e il coniglio domestico è che quest´ultimo è una specie nidicola, ovvero i piccoli nascono senza peli e con occhi ed orecchie chiusi, mentre il primo è una specie nidifuga, con piccoli che nascono già coperti di pelo e in grado di alimentarsi da soli. La mancanza di cure parenterali complesse è una strategia volta ad evitare che i predatori individuino il luogo del nido. Lo svezzamento inizia a 3 settimane e si completa a 4-6 settimane, dopo di che i piccoli sono completamente abbandonati dalla madre. Questo non avviene nel coniglio domestico, le cure parenterali vanno oltre le 6 settimane e non è raro vedere coniglietti di 8 settimane o più che succhiano ancora il latte.
Attenzione però, l´istinto di protezione del nido rimane nelle coniglie domestiche, infatti se la coniglia non è ben socializzata all´uomo bisogna evitare di mettere le mani nel nido, le conseguenze possono essere tragiche, come l´abbandono dei cuccioli o addirittura l´uccisione dell´intera prole.
Il lasso di tempo che intercorre fra il primo e il terzo mese nel coniglio domestico è essenziale, questo, infatti, è il periodo in cui la quantità e la qualità dei contatti con l´uomo lo segnerà per tutta la vita.
È assolutamente vietato prendere in braccio il coniglio improvvisamente! Essi hanno paura dell´altezza e sono terrorizzati dal non avere gli arti che poggiano su una superficie solida, inoltre tutti i conigli in quanto preda hanno timore delle ombre che provengono dall´alto, perché in natura vengono spesso predati da uccelli rapaci. I cuccioli se presi in braccio presentano il comportamento di freezing, ovvero si immobilizzano completamente. Questo, viene spesso confuso dal proprietario per l´accettazione del contatto fisico, quando in realtà si tratta di una situazione di forte timore e tensione emotiva. Ricordiamoci che dovrà essere sempre il coniglio a decidere di avvicinarsi all´individuo e mai viceversa, per facilitare ciò possiamo sederci o addirittura sdraiarci per terra, per non spaventare l´animale. Evitiamo anche di emettere suoni molto forti o movimenti improvvisi in quanto determineranno una fulminea reazione di fuga. Una volta abituato il coniglietto a mangiare fra le gambe del proprietario mentre egli è seduto a terra, si potrà convincerlo a salire sulle gambe e soltanto allora si potrà tentare di prenderlo in braccio, mettendo subito un braccio sotto le zampe e uno sopra la groppa per evitare che salti a terra rischiando di farsi male.
A circa 4-6 mesi il coniglio entra nella fase della pubertà; essa segna un momento di cambiamenti imponenti nel comportamento del coniglietto, poiché compaiono tutti i comportamenti legati alla sfera sessuale e all´età adulta.
La maggior parte dei conigli in pubertà cominciano a marcare il territorio con feci ed urine. Il comportamento si elimina completamente o parzialmente con la sterilizzazione o castrazione dell´animale. La marcatura può persistere nel caso in cui si sia instaurata un´abitudine, ovvero sia trascorso molto tempo tra l´inizio del comportamento e la sterilizzazione. Il problema ricompare temporaneamente nel caso ci sia un cambiamento, anche minimo, del suo territorio o se l´animale è spostato da un ambiente ad un altro, ad esempio nel caso di un trasloco.
Un´ottima soluzione per insegnare al coniglio dove urinare e defecare è sfruttare la sua propensione a sporcare negli angoli, quindi bisogna mettere delle cassette igieniche (vanno molto bene quelle per furetti, che hanno 3 lati alti e uno basso per poter permettere al coniglio di entrare senza fatica) in tutti gli angoli della stanza. Il comportamento corretto si può rinforzare anche con premi in cibo e carezze, senza movimenti bruschi e in modo tempestivo.
Il comportamento corretto di eliminazione può essere perso nel caso venga inserito nell´ambiente un altro coniglio.
La presenza di un altro suo simile attiva nel coniglio la difesa territoriale, molto spiccata in questa specie. Attenzione, quindi, se si deve introdurre un nuovo esemplare, va sempre utilizzato un territorio neutro nella quale farli incontrare. Le coppie migliori risultano essere maschio - femmina, dopo aver sterilizzato entrambi e le coppie di femmine. Le coppie di maschi sono molto difficili da gestire e sono impossibili da formare a meno che non siano cresciuti insieme.
Se l´animale non è sterilizzato possono insorgere problemi comportamentali legati alla sfera sessuale. La femmina può andare incontro a pseudogravidanze, anche attraverso le coccole del proprietario, soprattutto quelle localizzate nella regione del collo e dietro la nuca, in quanto "mimano" la presenza del maschio al momento dell´accoppiamento. Nella gravidanza isterica, che dura circa 16 giorni, le coniglie sono molto più territoriali e possono arrivare a strapparsi il pelo dalla giogaia per costruire il nido.
I maschi non castrati potrebbero effettuare giri di corteggiamento attorno alle gambe dei proprietari soprattutto di sesso femminile e possono anche spruzzare urine, arrivando ad accoppiarsi con mani e piedi dei malcapitati.
Infine il comportamento, per eccellenza, che i proprietari cercano di eliminare è il rosicchiamento; il coniglio ha l´esigenza di masticare continuamente durante la giornata; essa, però, non deve mai essere repressa pena gravi problemi comportamentali. È importante canalizzare l´abitudine a rosicchiare gli oggetti più svariati con l´utilizzo del "NO" e l´offerta di oggetti che il coniglio può masticare senza problemi.

L´alimentazione
Il coniglio è un erbivoro obbligato che in natura si nutre di erba e piante erbacee e integra un´alimentazione povera di nutrienti con l´assunzione del ciecotrofo, ricco di principi nutritivi.
Il ciecotrofo è prodotto a livello intestinale ed è ricco di aminoacidi, acidi grassi volatili e vitamine. Quando arriva a livello dell´ano stimola un riflesso di leccamento che porta alla sua ingestione.
La composizione dell´erba è: 20-25% circa di fibra, 15% di proteine e 3% di grassi. L´alimentazione corretta deve avvicinarsi il più possibile a quella naturale, non solo come composizione, ma anche come struttura fisica. I mangimi commerciali, ad esempio, non consentono una masticazione adeguata a causa della loro struttura fisica, predisponendo a problemi dentali per inadeguato consumo delle superfici di masticazione.
La dieta ideale del coniglio da compagnia consiste in erba e fieno somministrati a volontà. Il fieno deve essere preferibilmente di erbe miste, ma sono adeguati anche altri tipi di fieno monocoltura (come fleolo e orzo); il fieno di erba medica invece non è adatto ai conigli adulti.
In sostituzione all´erba si possono impiegare verdure, soprattutto del tipo più fibroso, ad esempio radicchi, cicorie, finocchio, carote e foglie di carote, indivia, sedano, coste, peperoni e ravanelli. L´insalata brasiliana ha uno scarso valore nutritivo e va evitata. I vegetali ricchi di calcio (tarassaco, erba medica, erbe aromatiche quali rosmarino, timo e salvia) non vanno somministrate dopo i 6 mesi di età perché, si ipotizza, potrebbero predisporre a problemi delle vie urinarie. I vegetali freschi possono essere somministrati a volontà; devono essere a temperatura ambiente ma non necessariamente asciutti.
La frutta deve essere somministrata con parsimonia e nel caso di obesità va assolutamente eliminata. Il pellet non è indispensabile; è completo e bilanciato ma non consente una corretta masticazione, non contiene fibra di lunghezza sufficiente a stimolare la motilità intestinale e spesso ha un contenuto di calcio e fosforo eccessivo per il fabbisogno alimentare del coniglio adulto. La dose è di un cucchiaio al giorno e in caso di obesità va eliminato completamente. Il pellet deve essere privo di cereali. Gli "snack" commerciali (stick di semi e miele, popcorn, bastoncini di cereali ecc.) devono essere evitati perché causano patologie dentali, disturbi intestinali, obesità e sono sbilanciati dal punto di vista nutritivo.
Un coniglio nutrito con alimenti molto energetici non ha la necessità di impiegare molte ore a masticare e può andare incontro a problemi comportamentali causati dalla noia e dalla mancanza di stimoli.
Gli alimenti tossici sono le parti verdi delle solanacee (pomodori, patate e melanzane) e il cioccolato. Anche i carboidrati, in grande quantità, sono tossici e possono indurre un enterotossiemia fatale. Infine, fieno e pellet, vanno conservati in modo adeguato per la possibilità di formazione di muffe contenenti tossine letali per il coniglio.
L´acqua deve essere sempre a disposizione, anche se con una dieta ricca di vegetali freschi il consumo di acqua è in genere modesto. L´abbeveratoio a goccia consente una maggior igiene e assicura che l´acqua sia sempre a disposizione. Nei conigli con giogaia prominente, l´uso della ciotola può portare alla comparsa di una dermatite umida della gola.

La gestione del coniglio nano
Il coniglio nano è ormai largamente diffuso come animale da compagnia, al punto che, a volte, si prende troppo alla leggera la decisione di acquistarne uno.
La sua gestione domestica non è semplice, bisogna tenere presente delle regole ben precise per poter garantire una vita sana e felice al nostro piccolo lagomorfo. La prima regola fondamentale da tenere in considerazione è la seguente: non deve essere sempre tenuto in gabbia!
Il coniglio ha bisogno di stimolazione mentale e fisica, esplorare, giocare ed interagire con le persone almeno alcune ore al giorno. Esso, infatti, è un animale dal carattere socievole, pertanto cerca spontaneamente la compagnia delle persone e può stabilire un forte legame affettivo con il proprietario. Per poter far vivere in modo sicuro il coniglio bisogna creargli un ambiente ideale per evitare sia che si faccia male, sia che danneggi l´arredamento. Uno dei pericoli principali è costituito dai fili elettrici, che masticati possono causare la morte dell´animale. I fili elettrici, dell´antenna TV, del telefono, del computer, devono essere sistemati in modo da non essere raggiungibili oppure vanno protetti facendoli scorrere dentro tubi di plastica. Altri pericoli possono essere rappresentati da piante da appartamento (magari non tossiche di per sé, ma trattate con sostanze tossiche), sigarette, farmaci, prodotti per la pulizia della casa. La stoffa, se ingerita, può causare un blocco intestinale. Altro genere di pericolo è rappresentato dalle cadute dall´alto (da terrazze e balconi) e dalla presenza in casa di altri animali, in particolare cani e furetti.
I danni che il coniglio fa all´ambiente domestico si riferiscono soprattutto alla marcatura del territorio con feci e urine e al continuo rodere dei mobili. È necessario rimuovere tutti gli oggetti fragili e di valore ed eventualmente i tappeti. Pannelli di plexiglas o reti fitte possono essere utilizzati per proteggere carta da parati, divani e poltrone. L´arredo può anche essere protetto dall´urina con teli impermeabili.
Per evitare tutto questo si deve da un lato tener d´occhio il coniglio, fin che non ha imparato a comportarsi bene, dall´altro offrirgli la possibilità di dirigere questo suo comportamento verso altri oggetti.
Per quanto riguarda il primo punto, le prime uscite dalla gabbia devono avvenire sotto stretta sorveglianza; ogni volta che il coniglio inizia a rodere un oggetto vietato, gli si deve mettere davanti alla bocca la mano dicendogli "No!" in tono deciso, ma senza mai punirlo fisicamente.
Allo stesso tempo si deve permettere all´animale di sfogarsi con giocattoli e passatempi innocui, ad esempio palline di plastica dura, tubi di cartone, pezzetti di legno, giocattoli per neonati, cesti di vimini non trattati con vernici. Si possono costruire dei divertenti passatempi praticando delle aperture su scatoloni collegati tra loro con dei tunnel di tubi, o riempiendo uno scatolone di fieno.
Ogni giocattolo deve essere in materiale non tossico, e va eliminato se il coniglio tende a roderlo e ad ingoiarne i pezzi. Anche il cartone, se ingerito in una certa quantità, dà problemi di costipazione.
Un passatempo gradito da alcuni conigli, che coinvolge direttamente il proprietario, consiste nel fare il tiro alla fune con un pezzo di stoffa, o giocare a rincorrersi. Di solito, passato il primo anno di vita, il coniglio diventa più tranquillo e manifesta minori tendenze distruttive. Tuttavia solo se si può essere pienamente sicuri della sua affidabilità lo si può lasciare libero di girare incustodito, in caso contrario è preferibile lasciarlo al sicuro nella gabbia quando non ci si può occupare di lui.
I conigli possono essere addestrati abbastanza facilmente ad usare una cassetta per i bisogni, purché siano sterilizzati, perché maschi e femmine interi tendono a marcare il territorio. L´accesso ad una zona esterna è sicuramente benefico per la salute fisica e la stimolazione mentale, a condizione di fornire una sorveglianza continua o di recintare l´area in modo da impedire la fuga e prevenire l´aggressione da parte di predatori. È opportuno fornire anche un riparo dove il coniglio possa rifugiarsi quando il caldo è eccessivo, per evitare colpi di calore. Un coniglio abituato a stare all´esterno durante tutto l´anno non avrà problemi ad abituarsi alle fredde temperature invernali, trovandosi a suo agio anche nella neve.
Nonostante l´allevamento al di fuori della gabbia sia l´ideale non si può pensare di tenere un coniglio senza di essa. Le dimensioni minime della gabbia dipendono dal tempo che il coniglio vi resta rinchiuso e dalla sua taglia. La gabbia deve essere abbastanza ampia da alloggiare comodamente una cassetta per i bisogni e una piccola casetta che funga da tana, o quantomeno un giaciglio. Il tipo di fondo è molto importante per la salute dei piedi del coniglio: un fondo di griglia è sconsigliato e può predisporre a problemi di pododermatite. Il substrato ideale deve essere morbido, pulito e asciutto. Si può porre sul fondo del materiale assorbente come carta, pellet di tutolo di mais, segatura, e sopra di questo uno spesso strato di fieno che assicura ai piedi dell´animale il massimo benessere. Un altro materiale adeguato è rappresentato dal pellet di carta riciclata, in vendita nei negozi per animali come lettiera per gatti. Il materiale del fondo deve essere rimosso e sostituito tutti i giorni. I conigli producono abbondanti deiezioni e urinano molto; questo materiale, se lasciato per giorni nella gabbia, causa problemi di salute quali, infezione ai piedi per la sporcizia e problemi respiratori per i vapori di ammoniaca prodotta con l´urina.
La gabbia non deve rappresentare per il coniglio una prigione ma la sua tana, in cui ritirarsi quando vuole riposare o mangiare. Quando il coniglio sceglie di rientrare nella gabbia si deve rispettare la sua privacy, evitando di disturbarlo o di tirarlo fuori di peso. In questi casi, potrebbe diventare aggressivo; si tratta di un comportamento relativamente normale in quanto, il coniglio è un animale territoriale. Per evitare questo inconveniente è sufficiente metter mano alla gabbia quando il coniglio è uscito di sua spontanea volontà.

Mixomatosi del coniglio
Sono molti i proprietari di conigli che vaccinano i loro piccoli amici pelosi contro due gravi malattie: la mixomatosi e la malattia emorragica virale (MEV), nonostante questo, però, solo pochissimi di loro sanno cosa sono e cosa potrebbero comportare nell´animale. Per fare chiarezza comincerò parlando della mixomatosi ovvero una malattia sostenuta da un virus conosciuto come appartenente alla famiglia dei Poxvirus. Infetta tutti i lagomorfi sia domestici che selvatici, anche se le Lepri sono più resistenti e solo occasionalmente si ammalano.
La diffusione della malattia è soprattutto concentrata nel nord Italia, con un´endemicità estesa su tutto l´arco dell´anno. I segni clinici che possiamo vedere sull´animale dipendono da vari fattori che riguardano soprattutto il virus stesso: ceppo, virulenza e attenuazione naturale per mutazioni spontanee o in laboratorio.
Il coniglio può contagiarsi in modo diretto o indiretto. Il primo, tramite contatto con altri conigli malati, attraverso le secrezioni oculari, nasali, il contenuto delle ulcere mixomatose e il sangue. Oltre a questo ci possono essere anche dei vettori che trasferiscono la malattia da un animale all´altro, come le zanzare, le pulci, i pidocchi del coniglio e le zecche. Le zanzare si infettano dopo un pasto di sangue e possono rimanere infette anche per 220 giorni. Principalmente, le zanzare trasmettono la malattia dalla primavera all´autunno, ma è sbagliato pensare che sia una malattia stagionale in quanto il virus può circolare anche in inverno tramite le pulci.
La malattia si può presentare in due forme: forma classica (tipica della trasmissione indiretta) e forma atipica (trasmissione diretta). Nella prima vediamo noduli sulla cute di naso, orecchie, congiuntiva e mucosa genitale; le tumefazioni cutanee compaiono in genere nel punto di inoculo del virus, nella regione palpebrale la reazione infiammatoria è imponente con edema sottocutaneo che impedisce l´apertura della rima oculare. Questa è una forma che si riscontra soprattutto in tarda estate ed ha una decorrenza rapida che, nella maggior parte dei casi, porta alla morte dell´animale in meno di 30 gg.
La forma atipica può manifestarsi tutto l´anno, si manifesta con sintomi principalmente respiratori e con lesioni a carico dei genitali e degli occhi con tumefazione delle palpebre, congiuntivite e scolo nasale muco-purulento. I noduli possono essere assenti. La diagnosi della malattia è spesso clinica, in quanto non esistono test rapidi per la ricerca del virus. Non esiste una cura, è una patologia a rapida diffusione ed è sottoposta al Regolamento di Polizia Veterinaria (D.P.R. 320/1954) per il risanamento degli allevamenti ed evitare la diffusione della malattia.
Quest´ultima si può prevenire tramite la vaccinazione che dà una buona protezione ed è consigliabile negli animali da compagnia che vivono nelle zone endemiche (tutto il nord Italia). La prima vaccinazione si effettua quando il coniglio ha 4 settimane di vita e poi va ripetuta ogni 6 mesi.

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